Si scende

Pannelli solari sugli yak

La discesa: pannelli solari sugli yak

[di Vittorio Cogliati Dezza]

Oggi si scende. Torniamo a Pheriche, a 4250 mt, dove ormai respireremo con tutta tranquillità, e salire le scale non ci farà venire il fiatone.
Come sempre in questi casi rientrare scatena emozioni controverse. La bellezza che ci ha premiato in questi giorni è un patrimonio personale, un’esperienza che vorresti continuare all’infinito. Da un lato. Dall’altro l’organizzazione quotidiana delle più semplici e banali attività è faticosa e stancante, difficile da proseguire a lungo. Anche se questa volta non aver fatto un trekking in tenda, ma sempre e solo dormendo nei lodge, con i confort essenziali, con l’elettricità sempre, con una cucina quasi sempre accettabile, dormendo in letti normali, rappresenta una comodità a cui non eravamo abituati. Nonostante ciò tornare alla nostra vituperata civiltà ha qualche vantaggio! Continua a leggere

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Rifiuti in alta quota: un problema di inquinamento culturale

Immondizia sul Kala Pattar

[di Vittorio Cogliati Dezza]

Ieri ho regalato ad Agostino da Pollenza, che con Ardito Desio si è inventato il progetto Piramide, e oggi presiede EvK2CNR, e a Giampietro Verza, che governa la Piramide, due oggetti: una bottiglia di plastica ed un blister di farmaci, trovati in cima al Kala Pattar. Letteralmente in cima. Davvero due oggetti estranei in quel contesto. Così ho pensato di farne un regalo come “monumento alla stupidità”, che per contrappunto può ben trovare posto in una bacheca dentro la Piramide, vero monumento all’intelligenza.

Poi, scendendo dal Kala Pattar, preso dall’entusiasmo (si fa per dire) di quel primo ritrovamento, ho cominciato a raccogliere i rifiuti che attiravano il mio sguardo, entro un metro a destra e a sinistra del cammino, per evidenti differenze di colore e forma rispetto all’ambiente che attraversavo. Così, oltre ad un bel esercizio di piegamenti ripetuti, ho cominciato a riempirmi le tasche di ogni sorta di carte, pacchetti di sigarette, bustine di merendine, lattine, plastiche, ecc. Quando le mie tasche erano piene (anche in senso metaforico) ho trovato una bella busta rosa shocking che ho immediatamente riempito anche con altri rifiuti più ingombrati che ho avuto la fortuna (!!!) di trovare.

Messa così sembra una questione un po’ moralistica, ma in realtà l’ho fatto per due motivi, uno perché mi dà fastidio non reagire di fronte a queste offese, due perché penso che sia un vero problema di inquinamento culturale. Non capire che trattar male un territorio così è un’offesa all’intelligenza di chi quegli atti compie (se sono turisti) o segno di pericolose abitudini (se sono abitanti della valle) è un elemento preoccupante. Certo, c’è da dire che il Sagharmata National Park si è dato da fare, sia al campo base con nuove regole per le spedizioni sull’Everest, sia lungo i sentieri. Ma le abitudini della gente dimostrano che qui si fa fatica a capire che l’Himalaya, parafrasando una frase che da noi va di moda, è il petrolio del Nepal, per il turismo, per l’acqua e per l’energia. Un paese che è il più povero dell’Asia e che già oggi viaggia a tre o quattro velocità diverse. Bene o male la valle degli sherpa fa parte della parte che viaggia meglio.

Venendo ad oggi, in una giornata di riposo, in mattinata siamo saliti a 5400 mt sul versante della montagna alle spalle della Piramide. Prima ad uno stupendo laghetto che fornisce acqua potabile agli operatori, poi, lungo una ripida cresta, ad un chorten (piccolo monumento buddista in pietra) con le sue bandiere di preghiera. Anche qui spettacolare il panorama: all’Everest , al Nuptse e al Pumori si aggiunge in lontananza il Makalù.
Al rientro un’ottima pasta al ragù! Niente male!!!

Nel pomeriggio abbiamo festeggiato la messa in sede dell’ultimo pannello solare: per Cobat ed EvK2CNR opera compiuta, per noi di Legambiente la soddisfazione di vedere che le nostre teorie sono molto reali, le energie rinnovabili dimostrano tutta la loro potenza anche nei territori più disagiati, quelli che possono cominciare a pensare di saltare un’intera fase dello sviluppo, quello delle grandi infrastrutture energetiche.

Domani si comincia a scendere a valle.

In partenza per il Nepal per ripulire il tetto del mondo

logo-missioneEverestLa coincidenza è casuale ma significativa. La spedizione verso la Piramide del CNR all’Everest, promossa da Cobat e EVK2CNR, a cui partecipa Legambiente, si muove proprio oggi, nel giorno in cui l’IPCC presenta il nuovo rapporto sui cambiamenti climatici e sui probabili scenari futuri. Significativa perché il laboratorio del CNR, a 5050 mt di altitudine, studia soprattutto i cambiamenti climatici e perché COBAT ha finanziato e organizzato questa spedizione per sostituire i pannelli solari e portare nuove batterie per garantire autonomia energetica alla struttura.

Un bel segnale per un paese come il nostro che sta facendo di tutto per inceppare lo sviluppo delle rinnovabili e dare invece nuovo ossigeno alle fonti fossili e garantire le trivellazioni. In altre parole si sta dicendo che sono proprio le aree meno sviluppate o più disagiate del globo che possono trarre vantaggi incredibili da queste tecnologie. La rivoluzione energetica è una realtà planetaria ed è proprio in queste aree che è possibile immaginare l’accesso all’energia e al miglioramento delle condizioni di vita saltando la fase dello sviluppo dei grandi impianti e delle grandi infrastrutture materiali. Una bella speranza, sottolineata in questa spedizione dal fatto che pannelli e batterie sono di produzione italiana e di aziende all’avanguardia, con buona pace di quanti sostenevano che lo sviluppo delle rinnovabili era un affare solo per i cinesi! Sono i prodromi della quarta rivoluzione industriale. Per non contare l’intervento sui rifiuti che verrà compiuto nel corso della spedizione.

Ne parleremo nei prossimi giorni.

[Vittorio Cogliati Dezza]

 

I nostri compagni di viaggio: COBAT e EvK2CNR

 

Road to Nepal

Legambiente partecipa alla spedizione di Cobat e Ev-K2-CNR che porterà pannelli solari e batterie alla Piramide sull’Everest.

Anche Legambiente farà parte della missione “Cobat Ev-K2-CNR Top Recycling Mission” che sostituirà le batterie e i moduli fotovoltaici che alimentano la Piramide del laboratorio internazionale di ricerca CNR a 5050 metri alla base del Monte Everest.

La missione verso il laboratorio-osservatorio per lo studio dei cambiamenti climatici e ambientali, della medicina e della fisiologia umana, prenderà il via nei prossimi giorni da Kathmandu con il patrocinio del Ministero dell’ambiente, e porterà ad alta quota apparecchiature di produzione italiana. Tre le grandi questioni collegate alla missione: i rifiuti nelle “terre alte”, il valore della ricerca italiana sugli effetti dei cambiamenti climatici, il valore delle nuove tecnologie energetiche in questi territori marginali.

I nostri compagni di viaggio: COBAT e EvK2CNR

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