Da Kathmandu a Lukla

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[di Vittorio Cogliati Dezza]

Finalmente lasciamo Kathmandu. Non senza qualche patema d’animo, con un meteo che continua ad essere perturbato, con ordini e contrordini tra le 5.30 e le 7.30 per il via libera al piccolo aereo che deve atterrare a Lukla a 2800 mt su una straordinaria piccolissima pista di atterraggio costruita in salita per consentire agli aerei di frenare in circa 300 mt. Poi ancora un elicottero per arrivare a Namche Bazar, a 3440 mt, principale centro della valle del Khumbu. Certo, il termine “principale centro” può far pensare a qualcosa di grosso, si tratta di un piccolo comune da 2500 abitanti circa, in un anfiteatro romano naturale, con la piazzola di atterraggio per l’elicottero costruita su uno sperone di roccia. È il tipico villaggio di montagna del Nepal, che si è trasformato ed ingrandito sotto la spinta del turismo, con nuovi lodge che crescono un po’ ovunque ed il tradizionale mercato di valle, che si tiene tutti i sabati, che si è trasformato in un’offerta di negozi di artigianato e attrezzatura alpinistica per trekker che vengono qui a vedere l’Everest da tutto il mondo.
Comunque siamo alla vera partenza della spedizione #HimalayaCNR organizzata da Cobat e EvK2CNR. Qui ci aspetta l’ultima tranche di pannelli solari e batterie speciali al gel, che insieme a quelle tradizionali compongono lo stock di 216 batterie messe a disposizione dalla FIAMM e che consentiranno alla Piramide del CNR a 5050 mt di utilizzare l’energia prodotta dai 120 moduli di pannelli solari per 66 m2 prodotti dalla Vipiemmesolar, che complessivamente verranno montati sulla Piramide, sostituendo quelli messi 25 anni fa all’atto di nascita del laboratorio CNR della Piramide.
Quest’ultimo blocco di materiale verrà portato a spalla da più di 20 portatori e 12 Yak per tre o quattro tappe, necessarie a salire ai 5050 mt della Piramide. Alla fine saranno stati portati alla Piramide 15 tonnellate di materiale. Una vera impresa!
Intanto piove, la coda del monsone non intende cedere il passo alla stagione secca. Oltre al meteo per noi c’è il problema dell’acclimatamento, siamo arrivati troppo veloci a 3.440 mt. Domani vedremo come reagirà il nostro fisico.

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L’inquinamento domestico nei villaggi del Khumbu

[di Vittorio Cogliati Dezza]

Nei villaggi del Khumbu, la valle che sale verso l’Everest, esiste un rischio per l’apparato respiratorio. Non ci sono industrie né traffico automobilistico, solo qualche piccolo aereo che atterra nel pericoloso aeroporto di Lukla ed una bassissima percentuale di fumatori (4%). La causa è la combustione nelle abitazioni dei villaggi che bruciano soprattutto sterco essiccato (che emette, rispetto al legno e ai residui agricoli, quantità molto maggiori di biossido di zolfo, di ossido di azoto e soprattutto di particolato). È così in tutto l’Himalaya e non solo, secondo l’OMS il problema riguarda il 90% della popolazione rurale (che è ancora oggi circa la metà della popolazione mondiale). Lo studio, compiuto nell’ambito di SHARE (stations at high altitude research on the enviroment) promosso da EvK2CNR, rileva soprattutto la relazione diretta con la mancanza di ventilazione interna (niente camini nelle abitazioni himalayane!) e rileva i miglioramenti ottenuti là dove si usa corrente elettrica. Un altro punto a favore del fotovoltaico.
Partiamo da Lukla per la prima tappa di avvicinamento alla piramide del CNR. So che attraverseremo un territorio molto frequentato e turisticizzato, sono curioso di vedere le differenze con le altre zone del Nepal che conosco e provare a capire quale progresso si sta qui realizzando.

I nostri compagni di viaggio: COBAT e EvK2CNR