La prima settimana a Hangzhou

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Si è conclusa la prima settimana ad Hangzhou.
La mia attività associativa qui a Hangzhou è iniziata con un caloroso “Welcome Katiuscia, Legambiente”  e la consegna della nostra bandiera associativa in segno di amicizia. Dopo i primi 3 giorni di workshop ne sono seguiti altri tre trascorsi ad approfondire e conoscere le diverse attività dell’Associazione asiatica, tra incontri svolti al 22esimo piano di un enorme palazzo al centro di Hangzhou e il piccolo laboratorio di analisi chimiche messo su da Green Zhoujing, grazie alla collaborazione del Governo provinciale che molto punta sulle attività dell’ONG per cambiare e migliorare le condizioni ambientali di questa zona. Diversi i responsabili dei vari dipartimenti che si sono interscambiati per raccontarmi le loro attività, i successi ma anche i prossimi passi. E come sempre confronti, differenze e posizioni anche rispetto ai Governi. Abbiamo parlato di mobilità, traffico, ma anche aria, acqua rifiuti, rinnovabili e forse il tema più difficile, i fondi! In 15 anni di storie e di attività Green Zhoujing è riuscita non solo a vincere diversi premi assegnati da Istituzioni, fondazioni e società civile ma anche a mettere su due sistemi di monitoraggio per l’aria e i fiumi che mettono al centro i cittadini, la consapevolezza e la partecipazione. Attività che si sostituiscono quasi completamente a quelle delle Istituzioni competenti cinesi, ma che da queste traggono spunto per intervenire soprattutto in casi di emergenza.

Per l’aria ogni cittadino della Provincia di Zhoujing può scaricarsi una semplice app (nome cinese non riscrivibile e non funzionante in EU), attraverso cui segnalano all’associazione strani fumi, macchie nel cielo, foschie e nebbie… tutti parametri qualitativi che indicano non tanto il superamento di soglie ma di un’eccessiva cattiva qualità dell’aria. I fiumi della città vengono invece monitorati attraverso una squadra di circa 50 volontari cittadini, muniti di cassetta per le analisi, che ogni giorno prelevano acqua dai fiumi, la analizzano con dei kit colorimetrici e inviano informazioni a Green Zhoujing sullo stato di salute delle acque. 15 parametri chimico fisici, dal COD, ai nitrati all’ossigeno. Ma anche PM2,5.
Il compito dell’Associazione cinese è quella di trasferire poi al Governo cittadino e provinciale tali informazioni. E, in caso di eccessivo inquinamento, il Governo locale chiede lo stop della produzione alle aziende locali. Un po’ come accaduto in occasione della grande parata militare di Pechino a inizio settembre, quando per poter avere un bellissimo cielo blu il governo cinese ha chiesto a tutte le aziende e siti industriali di Pechino e dintorni lo stop delle loro attività inquinanti per 3 giorni.
Abbiamo avuto anche l’occasione per discutere delle difficoltà della raccolta differenziata dei rifiuti, che anche qui subisce le stesse difficoltà che ancora viviamo noi, in particolare nel trovare la collaborazione dei cittadini nell’applicarla.

Viene inevitabile fare un confronto con le nostre attività, con Goletta Verde per esempio, ma anche con il ruolo delle nostre Arpa. E forse la frase che mi rimarrà più impressa è stata “lo facciamo perché la Cina è grande e il Governo da solo non può avere il controllo di tutto quello che accade a livello locale”. Ci sarebbe da discutere, considerando che anche qui si pagano le tasse, ma dicono che non sono poi così alte per poter coprire tutte le esigenze dei cittadini. Così come accade per la sanità, e per molte altre cose. Un sistema, però, che permette ai (pochi) ricchi di vivere meglio, molto meglio. Per provare a colmare almeno in parte queste contraddizioni, la stessa Associazione ha creato anche la prima fattoria sociale che ospita bambini di famiglie in difficoltà, dove i volontari lavorano a un orto sociale, i cui prodotti sono destinati alle comunità più disagiate. Ha creato anche il primo Charity Shop di tutta la Cina, il cui ricavato è interamente destinato all’acquisto di prodotti per i poveri.
Ma non sono stati solo giorni di lavoro, abbiamo avuto anche l’occasione di fare un po’ di sano turismo, nello straordinario West Lake, nella foresta di bambù, si va nelle colline di piantagioni di the, nella casa del Thè, con lunghe cerimonie e tanti sorrisi.

E poi ci sono quei momenti in cui ci si parla con più franchezza, e si parla delle difficoltà anche nelle relazioni con le Istituzioni, si parla di sogni e di speranze. Il sogno più grande è avere finalmente anche per la Cina acqua potabile nelle case, di rendere i fiumi balneabili. Ma anche di futuro, di quello che Legambiente e Green Zhoujing potrebbero fare insieme nei prossimi anni per aiutare queste comunità, a partire dal trasferimento di competenze sulla questione balneabilità e diffusione delle fonti rinnovabili. Temi che per ora qui rimangono sulla carta ma su cui i volontari puntano e hanno voglia di fare nuove scommesse. E credo che noi come sempre non ci tireremo, magari sognando una piccola Goletta Verde e un Comuni Rinnovabili tutto cinese.

 

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