Comunita’

ABS_6442Cooperazione, condivisione, comunita’. Perfino giustizia. La delegazione italiana termina il suo viaggio con due, anzi tre momenti per descrivere i quali l’utilizzo di queste parole non e’ retorico.

Al mattino presto la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco di Cerro de Oro ci ospitano per una cerimonia Maya (vedi post successivo).
Poi a Solola’, sede del dipartimento a cui fa capo tutto il lago di Atitlan, siamo accolti dagli Alcaldes delle comunità Maya, guidati da Alberto Chumil Juulajuj, per la firma dell’Accordo di Amicizia.
E’ l’ultimo, importantissimo atto che vede coinvolti i tre rappresentanti degli enti locali italiani che ci hanno accompagnato.

Non volutamente, siamo anche testimoni di una pratica di giustizia che nasce da una vicenda tragica: la morte di tre bambini della comunita’ di Solola’ a causa del tamponamento dell’auto su cui erano a bordo provocato da un mezzo della polizia. L’assemblea degli Alcaldes discute e chiede l’assunzione della responsabilita’ da parte dello Stato. E chiede il risarcimento dell’assicurazione, ma l’assicuratore, portato a forza in mezzo all’assemblea, all’inizio tentenna.
In sostanza, quello che viene chiesto, e infine ottenuto, e’ il riconoscimento della propria dignita’ e del diritto alla giustizia, al di la’ dell’incalcolabile tragedia.
Dignita’ e diritti che speriamo di aver contribuito a sottolineare, nel nostro piccolo, anche noi in questa settimana.

Ed eccoci alla fine della prima fase. La maggior parte dei membri della delegazione italiana torna in Italia. Per salutare, prendiamo a prestito le parole di Elena, che in questi giorni aveva parlato con le immagini.
Siamo in aeroporto, stiamo per lasciare il Guatemala. Lo shopping compulsivo ad Antigua stamane credevamo ci potesse servire da antidolorifico, ma non ha funzionato. It’s over, e stiamo partendo davvero.
Tutte le cose vissute in questi giorni, i paesaggi, i volti, le mani strette, gli abbracci, le parole e le risate, gli eventi importanti che ci hanno coinvolto ci passano davanti come una pellicola, con un sottofondo di marimba.
C’è tanta nostalgia, ma anche orgoglio, che è quello che nasce dalla consapevolezza improvvisa di aver preso parte a qualcosa di importante, di autentico, di davvero utile. E c’è il conforto e la gioia, per aver incontrato così tante persone preziose e aperte, con cui non solo abbiamo vissuto momenti bellissimi, ma che, siamo sicuri anche se non sappiamo bene il perchè, incontreremo ancora.
Grazie.

Foto di Studio Light http://www.studiograficolight.com

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