Le voci dei protagonisti / la società civile

imageLa Conferenza internazionale di ieri e’ stata densa di contenuti significativi. Il modo migliore per raccontarla e’ lasciare la parola ad alcuni di coloro che sono stati in diversi modi protagonisti.

Francisco Coche’ – direttore associazione ecologista indigena Adeccap
Il 27 marzo 2007 firmammo un patto con lo Stato sulla ricostruzione dopo l’uragano Stan a Santiago. Sei anni dopo alla stessa data e’ per noi una grande soddisfazione che il tema della salvaguardia del lago, del paesaggio, per la prima volta entrino nel discorso pubblico e diano origine ad accordi con tutti i livelli e le forme di autorità.
Il foro internazionale ci ha detto che non possiamo perdere più tempo. Oggi, con questo scambio tra Italia e Guatemala, inizia una grande sfida.
Questo appuntamento e’ stato il primo passo per agire in maniera propositiva.
Il popolo indigeno ha dimostrato con la sua nutrita presenza di essere già cosciente dell’importanza della questione e pronto ad attivarsi. Il ruolo della popolazione indigena e’ stato ed e’ fondamentale.
La conferenza e’ stata teatro di fatti nuovi. La richiesta degli Alcalde indigeni di firmare anch’essi un accordo di amicizia con la Comunità del Garda e’ il segno della volontà di stare dentro questo processo, di ottenere maggior incidenza e coinvolgimento.
E’ un evento raro la firma da parte delle comunità indigene di accordi con enti non indigeni extra nazionali. Non posso non sottolineare la grande opera di mediazione di Africa70 per arrivare all’accordo, che sarà firmato settimana prossima, durante la Lancha Azul, a Solola.
Fondamentale dunque ora sarà far sedimentare le molte cose dette, mantenere alto l’impegno e raccogliere i primi frutti.

Maria Paola Montisci, Africa ’70
Non posso che partire dalla straordinaria presenza dei rappresentanti delle comunità intorno al lago, una presenza compatta dei 70 alcalde comunitario, leader delle comunità indigene delle frazioni di Solola), con il signor Alcalde di Solola e la sua giunta. Siamo onorati di aver conquistato la loro fiducia. E’ il frutto di un lavoro di coordinamento intenso iniziato almeno da un anno. Da ottobre abbiamo operato in maniera serrata tramite l’organizzazione del gruppo promotore e dei dialoghi, non solo a Santiago, dove siamo attualmente presenti, ma anche nelle altre aree. Il nostro ruolo di facilitatori ha funzionato. Si sposa con la visione e pratica di cooperazione che è propria di Africa70.
Oggi non si è parlato di infrastrutture, di finanziamenti, ma del tema, di buone pratiche, di apprendimento reciproco, portandolo all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. E’ un modo di fare cooperazione che deve essere portato avanti, perché un progetto non si concluda con la fine dei finanziamenti.
Rilevante l’essere riusciti a portare sui media nazionali le tematiche ambientali, della cooperazione e a dare visibilità al mondo indigeno, che rappresenta più della metà della popolazione.
Innovativa infine la tematica del paesaggio: non se ne era mai parlato in maniera complessa e sistemica, anche dal punto di vista sociale.
E adesso? La Lancha Azul e’ già una proposta pratica, presa dall’Italia e contestualizzata. L’auspicio e’ che Goletta dei laghi e Lancha Azul crescano insieme, rafforzandosi reciprocamente.
Speriamo dunque che ci sia più consapevolezza del fatto che stiamo vivendo in un ambiente prezioso ma ferito. E che l’essere arrivati con questi temi nella capitale possa produrre più attenzione e favorisca l’inclusione sociale.
Perché del Lago Atitlan non se ne parli solo durante la settimana di Pasqua, quando dalla Citta’ di Guatemala si parte per andare a fare li le vacanze.

Marzio Marzorati, responsabile Legambiente per il Centro America
La partecipazione e’ stata molto positiva, soprattutto quella indigena. E’ uno dei risultati migliori di questa Conferenza che ha radunato popolazione, enti locali, governo, cooperazione, ambientalisti italiani.
Due eventi in particolare sono da evidenziare: uno e’ la firma della Dichiarazione del lago, sottoscritta dalla ministra e poi in maniera non prevista, inaspettata, collettivamente da tutti. Un risultato mediatico, sociale e politico. E il secondo sono gli accordi di amicizia tra i Comuni italiani e quelli guatemaltechi.
La sintesi della giornata e’ che non c’è più tempo. E’ finito il tempo delle parole e delle promesse. E’ il tempo della partecipazione, della responsabilità e anche delle risorse da destinare al lago. L’acqua deve essere riconosciuta come bene fondamentale e ogni comunità ne deve avere la responsabilità.
Il lago rischia la morte, come dimostrato scientificamente dalla professoressa Dix. Chi cerca di evitare di confrontarsi con questa realta’ partecipa alla morte del lago.
La soluzione e’ da ricercare nella partecipazione. Serve ovviamente anche la tecnologia, ma non con la visione distruttiva propria delle grandi opere.
E’ grave inoltre che lo Stato sostenga l’agricoltura con la fornitura di fertilizzanti chimici, dannosissimi.
Una risposta da adottare subito e’ far diventare la “cuenca” del lago di atitlan la “cuenca” dell’agricoltura sostenibile. Lo stato indirizzi li le risorse.
Ora il nostro impegno e’ dare gambe all’alleanza tra associazioni ambientaliste, a partire da Adeccap, associazione ecologista Maya, che sarà rafforzata con la partenza della Lancha Azul.

Foto di studio light http://www.studiograficolight.com

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