Falsa partenza

[di Vittorio Cogliati Dezza]

Oggi il cielo grigio che pesa sopra Kathmandu non lascia spazio alla speranza di partire. Alle 5,30 del mattino siamo già in aeroporto, ma non c’è niente da fare. Il piccolo aereo che ci dovrebbe portare a Lukla, dove dovremmo atterrare nell’aeroporto che da più parti viene indicato come tra i più pericolosi del mondo, non può proprio decollare perché non c’è visibilità sufficiente. Se ne riparla domani. Speriamo bene!

 

I nostri compagni di viaggio: COBAT e EvK2CNR

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L’inquinamento domestico nei villaggi del Khumbu

[di Vittorio Cogliati Dezza]

Nei villaggi del Khumbu, la valle che sale verso l’Everest, esiste un rischio per l’apparato respiratorio. Non ci sono industrie né traffico automobilistico, solo qualche piccolo aereo che atterra nel pericoloso aeroporto di Lukla ed una bassissima percentuale di fumatori (4%). La causa è la combustione nelle abitazioni dei villaggi che bruciano soprattutto sterco essiccato (che emette, rispetto al legno e ai residui agricoli, quantità molto maggiori di biossido di zolfo, di ossido di azoto e soprattutto di particolato). È così in tutto l’Himalaya e non solo, secondo l’OMS il problema riguarda il 90% della popolazione rurale (che è ancora oggi circa la metà della popolazione mondiale). Lo studio, compiuto nell’ambito di SHARE (stations at high altitude research on the enviroment) promosso da EvK2CNR, rileva soprattutto la relazione diretta con la mancanza di ventilazione interna (niente camini nelle abitazioni himalayane!) e rileva i miglioramenti ottenuti là dove si usa corrente elettrica. Un altro punto a favore del fotovoltaico.
Partiamo da Lukla per la prima tappa di avvicinamento alla piramide del CNR. So che attraverseremo un territorio molto frequentato e turisticizzato, sono curioso di vedere le differenze con le altre zone del Nepal che conosco e provare a capire quale progresso si sta qui realizzando.

I nostri compagni di viaggio: COBAT e EvK2CNR

In partenza per il Nepal per ripulire il tetto del mondo

logo-missioneEverestLa coincidenza è casuale ma significativa. La spedizione verso la Piramide del CNR all’Everest, promossa da Cobat e EVK2CNR, a cui partecipa Legambiente, si muove proprio oggi, nel giorno in cui l’IPCC presenta il nuovo rapporto sui cambiamenti climatici e sui probabili scenari futuri. Significativa perché il laboratorio del CNR, a 5050 mt di altitudine, studia soprattutto i cambiamenti climatici e perché COBAT ha finanziato e organizzato questa spedizione per sostituire i pannelli solari e portare nuove batterie per garantire autonomia energetica alla struttura.

Un bel segnale per un paese come il nostro che sta facendo di tutto per inceppare lo sviluppo delle rinnovabili e dare invece nuovo ossigeno alle fonti fossili e garantire le trivellazioni. In altre parole si sta dicendo che sono proprio le aree meno sviluppate o più disagiate del globo che possono trarre vantaggi incredibili da queste tecnologie. La rivoluzione energetica è una realtà planetaria ed è proprio in queste aree che è possibile immaginare l’accesso all’energia e al miglioramento delle condizioni di vita saltando la fase dello sviluppo dei grandi impianti e delle grandi infrastrutture materiali. Una bella speranza, sottolineata in questa spedizione dal fatto che pannelli e batterie sono di produzione italiana e di aziende all’avanguardia, con buona pace di quanti sostenevano che lo sviluppo delle rinnovabili era un affare solo per i cinesi! Sono i prodromi della quarta rivoluzione industriale. Per non contare l’intervento sui rifiuti che verrà compiuto nel corso della spedizione.

Ne parleremo nei prossimi giorni.

[Vittorio Cogliati Dezza]

 

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Road to Nepal

Legambiente partecipa alla spedizione di Cobat e Ev-K2-CNR che porterà pannelli solari e batterie alla Piramide sull’Everest.

Anche Legambiente farà parte della missione “Cobat Ev-K2-CNR Top Recycling Mission” che sostituirà le batterie e i moduli fotovoltaici che alimentano la Piramide del laboratorio internazionale di ricerca CNR a 5050 metri alla base del Monte Everest.

La missione verso il laboratorio-osservatorio per lo studio dei cambiamenti climatici e ambientali, della medicina e della fisiologia umana, prenderà il via nei prossimi giorni da Kathmandu con il patrocinio del Ministero dell’ambiente, e porterà ad alta quota apparecchiature di produzione italiana. Tre le grandi questioni collegate alla missione: i rifiuti nelle “terre alte”, il valore della ricerca italiana sugli effetti dei cambiamenti climatici, il valore delle nuove tecnologie energetiche in questi territori marginali.

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